Studiare è fondamentale, è vero. Ma cosa studiare? Vediamo insieme i macro-argomenti su cui dovrai focalizzare il tuo studio nei prossimi mesi e anni.

✏ Il disegno (bisogna per forza saper disegnare?)

Spesso, quando si parla di Graphic Design o di Design in generale, si finisce a parlare anche di disegno. Il disegno è uno strumento che, infatti, può essere estremamente importante per un progettista. Un designer deve saper disegnare quindi? Risposta breve: no. Dipende da cosa si intende per “saper disegnare“. Se per “saper disegnare” tu intendi dipingere quadri, fare disegni a matita iperrealistici, ritratti perfetti o illustrazioni meravigliose, allora la risposta alla domanda iniziale è un secco: no, non è necessario. Tutto ciò non c’entra nulla con il design. Infatti il design non è arte, non è la produzione di un singolo pezzo unico. Il design è la progettazione di qualcosa, un oggetto, un manifesto, un sito web, pensato per essere prodotto in serie e utilizzato da molte persone diverse. Ed è la progettazione di un qualcosa che deve servire un determinato obiettivo. Certo, se l’obiettivo è proprio quello di creare un’illustrazione fatta bene o un disegno figo da usare all’interno di un progetto, beh, in quel caso essere bravo a disegnare è estremamente utile. Quello che invece è estremamente importante per tutti i designer è la capacità di sfruttare il disegno per trovare idee, per testarle rapidamente e per concretizzarle. Insomma: deve saper fare bozzetti, deve saper fare sketching.

Un designer deve usare il disegno come strumento al servizio della creatività. Più sei bravo a fare schizzi e bozzetti, più velocemente le tue idee fluiranno su carta.

📐 La composizione grafica

La prima e primaria conoscenza da ottenere è quella di capire come funziona la composizione grafica e, cioè, la progettazione di un layout. La composizione, o la disposizione degli elementi grafici all’interno del “contenitore” prestabilito, è infatti uno degli elementi principali della grafica. Questo “contenitore” può essere una pagina fisica come quelle di un libro, rivista o volantino ma anche quella di un poster pubblicitario. Ma può essere anche un documento di un software, o la pagina di un sito web. Progettare il layout di una pagina significa usare testi e immagini per raccontare una storia, trasmettere un messaggio o comunicare qualcosa.

Layout e griglie

Il layout può essere di due tipi: può essere un layout a griglia o un layout a griglia libera. Il layout basato su una griglia è basato, ovviamente, su una struttura di griglie grafiche. Le griglie grafiche, in pratica, sono una suddivisione dello spazio di lavoro tramite linee verticali ed orizzontali volta ad organizzare gli spazi e delimitare gli elementi che andranno a comporre un progetto. Una griglia quindi non è un insieme casuale di linee fine a se stessa. Serve ad organizzare gli elementi che vengono posizionati sulla pagina. Esempi di layout progettati usando griglie grafiche sono: libri, riviste, quotidiani, lettere, documenti, siti web, eccetera.

Per approfondire: Guida per designer alle griglie grafiche.

Molti layout, però, non sono costruiti basandosi su strutture di griglie predefinite, ma sono a forma libera. Certo, in questo tipo di layout si lavora comunque con linee guida ed allineamenti, si ha comunque l’obiettivo di generare qualcosa di armonioso, equilibrato e bilanciato, ma lo si fa in modo libero, senza griglie pre-costruite. In pratica, nei layout a forma libera, se il contenuto cambia, cambia anche la struttura e la composizione. E le griglie vengono comunque usate ma solo per allineare diversi elementi tra loro.

🔡 Le lettere (font e tipografia)

Un altro elemento fondamentale della grafica è l’utilizzo delle lettere e, cioè, la tipografia. Per Tipografia, ovviamente non intendo l’officina o negozio fisico in cui si vanno a stampare i prodotti, intendo la materia della Tipografia, ovvero lo studio dei caratteri tipografici e dell’impaginazione dei caratteri sulla pagina. I caratteri sono, nella grafica, come i mattoni nell’architettura, gli atomi nella fisica o i numeri nella matematica. Sono, insomma, la base della materia grafica.

Alcuni storici lavori del grande designer Herb Lubalin. Maestro della Tipografia.

Il “Type” contribuisce a trasmettere la prima impressione di ogni progetto e di ogni pagina. È importante perché l’osservatore viene condizionato dal tipo di tipografia utilizzata, ancora prima di leggere il contenuto. Un carattere tipografico, infatti, trasmette delle emozioni e ha una personalità. Può essere amichevole o aggressivo, può trasmettere un aspetto tradizionale ed elegante oppure moderno e sintetico, può apparire femminile o maschile e via così. Un buon designer, è colui che è capace di utilizzare al meglio i caratteri tipografici. Non solo sapere come scegliere quello giusto, ma anche come gestirlo all’interno del progetto, in base al tipo di messaggio che si vuole trasmettere. Ecco alcuni articoli di Grafigata che ti possono essere utili a riguardo:

🖼 Le immagini

Le immagini sono uno dei 3 elementi chiave della grafica assieme a lettere e colori. Certo, ovviamente dire “devi studiare le immagini” non ha molto senso, perché “immagini” è una categoria che copre una marea di concetti diversi. Ti vado quindi a fare un rapido elenco delle cose principali, all’interno dell’argomento “immagini” che dovrai studiare e conoscere per imparare la grafica e diventare un designer.

La teoria della percezione e la psicologia della Gestalt

Per approfondire: La guida di Grafigata alla Gestalt nella grafica

Ogni segno, ogni forma e ogni simbolo, generano all’interno del nostro cervello una determinata reazione ed emozione. Studiare i motivi e le dinamiche di queste reazioni è di fondamentale importanza per un designer, perché ti aiuterà a capire il miglior modo per comunicare quello che vuoi comunicare, attraverso le giuste scelte visive.

Gli aspetti tecnici delle immagini digitali

Ad esempio, proprio partendo dalle basi: la differenza tra un’immagine raster e un’immagine vettoriale, che cos’è il formato vettoriale e quali sono i vari formati delle immagini.

Come posizionare le immagini su una pagina.

All’interno del corso di ABC Graphic Design dedichiamo parecchie lezioni su questo argomento. Perché in base a come un’immagine viene posizionata su una pagina, assume un significato completamente diverso.

Le varie tipologie di “immagini”

Probabilmente, quando hai letto che dovevi studiare le immagini, la prima cosa che hai pensato erano le fotografie e le illustrazioni, giusto? Ma immagini sono anche icone, pattern, texture e loghi. Tutte tipologie di immagini da conoscere e comprendere (ad es.: guida su come creare un logo per approfondire il mondo del logo design). Questi, ovviamente, sono solo alcuni degli aspetti da considerare. Ma rappresentano sicuramente un ottimo punto di partenza.

🎨 I colori

L’ultimo macro-argomento da affrontare per poter imparare a fare grafica, sono i colori. Così come le lettere e le immagini, anche i colori influenzano enormemente la nostra percezione delle cose.

Un’efficace infografica relativa alla psicologia dei colori nei loghi. Da Visual.ly

Noi umani, infatti, associamo, ad ogni colore determinate emozioni legate sia al colore stesso sia al contesto all’interno del quale interagiamo con quel colore. Se vediamo il colore verde immediatamente lo associamo alla natura, alle piante e a queste cose qua. E quindi ci trasmette calma, pace, freschezza. Possiamo però associarlo anche a un brand, o ad una ideologia politica in base alle nostre personali esperienze. Tutto ciò è, sostanzialmente, la Psicologia dei colori.

All’interno di questo articolo su come scegliere i colori per un logo, ho proprio descritto, colore per colore, quali emozioni associamo a ciascuno di essi. Un altro degli articoli di Grafigata che potrebbe esserti utile è quello su come scegliere una palette di colori per i tuoi progetti.

🖨 Le basi delle tecniche di stampa

Un altro aspetto fondamentale da conoscere e da studiare è il mondo della stampa e quali sono le sue regole e le sue tecniche. Come ha scritto Stefano Torregrossa, in un commento a questo articolo condiviso su Facebook, “il designer è un pezzo di un processo, ciò che produce va inserito in un flusso di produzione che prevede delle regole“. E questo è valido sia per chi lavora per fare grafica per la stampa, sia per chi lavora per fare grafica per gli schermi (che richiedono due tipi di sistemi di colore diversi, ad esempio: CMYK e RGB). Il mondo della stampa, in particolare, richiede conoscenze molto specifiche e tecniche che spesso, molti giovani designer tendono a sottovalutare o a non considerare, lavorando principalmente solo al computer.

Ti consiglio di partire, per comprendere bene le basi dell’argomento, da questi articoli:

💻 I software

Molti principianti pensano che per imparare a fare grafica basta saper usare qualche programma come Photoshop. Ma non è affatto così, come hai potuto vedere nei paragrafi precedenti. I software sono degli strumenti. Sono, per un designer, come le forbici e il pettine per un parrucchiere o il martello e la sega per un falegname. Certo, vanno saputi usare bene ma rimangono pur sempre degli strumenti. Nel design, il grosso del lavoro è svolto a livello mentale, sfruttando la creatività. E i software sono degli strumenti per trasformare quelle idee in realtà. Ma non sono il fine. Ok, quindi, che software bisogna imparare per fare grafica? Il consiglio base è quello di partire dal trio: Photoshop, Illustrator, InDesign (o programmi che ricoprano lo stesso ruolo, come quelli di Affinity). Se non hai idea di che cosa siano e a cosa servono, ti consiglio di andarti a leggere la guida base sui 3 software Adobe che ho scritto qui su Grafigata. Per approfondire: Quando usare Ps, Ai e ID e Quali programmi si usano per fare grafica?

La ricetta finale: mettere tutto quanto insieme

Una volta che avrai imparato le basi riguardo tutti questi argomenti, non potrai certo fermarti, no? Dovrai imparare a “mettere tutto quanto assieme”, a creare le TUE ricette e a distinguerti come designer. Ecco, a tal proposito 3 consigli finali che ti do per la tua carriera come designer:

Sperimentare e continuare a studiare

L’ho già scritto poco più su ma lo ripeto: un designer che smette di studiare non è un vero designer. O meglio, è un designer che accetta consapevolmente di peggiorare, a livello di creatività e competenze, anno dopo anno. Perché il graphic design è uno di quegli ambiti lavorativi strettamente collegati e dipendenti dalle tecnologie (come avevo scritto in questo articolo) e le tecnologie cambiano sempre, costantemente. Allo stesso modo, quindi, per rimanere al passo devi aggiornarti, stare sul pezzo. E, oltre a studiare, il consiglio che ti do è quello di sperimentare sempre. Sperimentare nuove tecniche, nuove tecnologie, nuovi metodi. Non ti accontentare!

Fare progetti personali

Un modo per poter sperimentare è quello di fare tanti, tanti, tanti progetti personali. Chi mi segue da tempo, sia qui sul blog che sugli altri canali social come YouTube, sa bene che questo è un argomento su cui insisto parecchio.

Cavolo, fare progetti personali credo che sia uno dei consigli più importanti e preziosi che io possa darti.

Sono un modo per migliorarti, per sperimentare e per imparare. Ma non solo! Sono anche un modo per mantenere viva la passione per la grafica. Che per un lavoro come il nostro, in cui si ha spesso a che fare con clienti o progetti che non ci permettono la totale libertà creativa che vorremmo, è fondamentale.

Divertirsi e amare quello che si fa

Credo che quest’ultima sia la vera chiave che distingue un vero designer professionista da un “curioso”, da un amatore della grafica. Il modo per riuscire a sopportare le difficoltà di un lavoro creativo come quello del designer è solamente quello di amare profondamente la grafica e divertirsi a imparare, a sperimentare e a creare.

Fonte: articolo tratto da www.grafigata.com